Il quaderno Blu - Dopo la pioggia

Louise, le tende e la doccia. Tre elementi che forniscono l’incipit per una storia d’amore piena di avvenimenti imprevedibili. Louise è la concretizzazione dell’immaginario femminile di Juillard, una ragazza come tante, neanche troppo bella, ma con un innegabile fascino e un senso dell’ironia spiccato. La sua vita scorre tranquilla fino a quando un suo pretendente viene trovato morto. Il risvolto giallo della storia non ne costituisce però il nucleo, quello che cattura e affascina di questo fumetto è la sua messa in scena e la cura nel tratteggiare le psicologie dei personaggi. Ne esce in controluce una rappresentazione dell’atavico rapporto tra i sessi, dove immancabilmente la donna, a scapito del suo tradizionale ruolo di sesso debole, ne esce vittoriosa e salvifica. Stessi temi ma altri protagonisti in Dopo la pioggia, storia di un ricerca di un amore ideale misteriosamente scomparso.

Andé Juillard:

Nato a Parigi nel 1948, Andrè Juillard è indubbiamente uno degli autori più importanti del fumetto francese. Esordisce come illustratore nel 1974, dopo aver conseguito il diploma in comunicazione visiva presso La Scuola Superiore di Arti Decorative di Parigi e dopo aver partecipato ad un corso di disegno tenuto, tra gli altri, da Jean-Claude Mézières e Jean Giraud, (in arte Moebius). Il suo primo fumetto è del 1975, ma è solo nel 1978 che il successo gli arride, con la pubblicazione su Pif Gadget di Masquerouge su testi di Patrick Cothias, serie di avventure a base storica su di un ladro mascherato ai tempi di Luigi XIII. Con il cambio della formula editoriale di Pif nel 1982, Masquerouge viene interrotto, ma gli autori, desiderosi di svilupparne l’universo narrativo ne rilevano i diritti per proporlo a Circus, mensile per un pubblico adulto edito da Glènat e diretto da H. Filippini. E’ sulle pagine di Circus che prende vita Le sette vite dello sparviero, ambientato qualche anno dopo le vicende narrate su Masquerouge (ormai con Enrico IV regnante) e opera che segna la piena maturità artistica di Juillard. Nel 1983 pubblica anche il primo volume di Arno, su testi di Jacques Martin, una serie ambientata durante le conquiste napoleoniche. I sette volumi de Le sette vite dello sparviero e i tre di Arno, apparsi tra il 1983 e il 1991, consacrano la sua popolarità e la sua posizione di maestro del fumetto francese. Desideroso di non apparire solo come un eccellente disegnatore, Juillard si cimenta come autore completo nel 1993 con Il quaderno blu. Le prime tavole appaiono su (A Suivre) e l'anno successivo in album. Per questo primo album senza sceneggiatore e ambientato del mondo contemporaneo Juillard riceve molti premi, tra cui il prestigioso Grand Prix del Festival di Angouleme. Pubblica nel 1998 Dopo la pioggia, una sorta di seguito ideale de Il quaderno Blu, ma questi successi non gli impediscono di continuare a produrre fumetti storici con Cothias: esce Piuma al vento, una serie derivata da Le 7 vite dello sparviero apparso in quattro album presso Dargaud dal 1995 al 2002. Nel 1999 viene annunciato che Juillard insieme a Yves si occuperà della realizzazione di alcune avventure di Blake e Mortimer (dopo Jean Van Hamme e Ted Benoit). Sette album compaiono nel 2000, 2003, 2004, 2008, 2012, 2014 e 2016, da La Macchinazione Voronov a Il Testamento di William S. Inoltre Juillard continua la sua esplorazione del mondo contemporaneo a fumetti pubblicando nel 2006 Il lungo viaggio di Lena su sceneggiatura di Pierre Christin, seguita da un secondo volume nel 2009, Lena e le tre donne. Nel settembre 2008, il Festival Bdfil di Losanna gli dedica una grande mostra, a consacrazione di una carriera di grandi successi. La sua opera di narratore è stata elogiata da più parti per Il quaderno blu, il suo primo album senza collaboratori, che è stata coronata da numerosi premi. Si tratta in effetti di un’opera importante, che parla del rapporto tra i generi con una naturalezza ed eleganza difficilmente imitabili, ma André Juillard ha raggiunto la fama soprattutto per la qualità del suo disegno. Il suo stile classico, senza essere una semplice copia di stili passati, si distingue soprattutto per la sua chiarezza e la sua raffinata leggibilità. Molto prolifico, Juillard riesce a sposare con naturalezza un certo accademico realismo al dinamismo necessario in un fumetto. Molto influenzato al suo debutto da Jean-Claude Mézières e Jijé, ha col tempo ripulito il suo stile, sotto l'influenza di Harold Foster, di cui prende in prestito le sue qualità, "il senso dello spazio, la cura data ai dettagli, la scienza dell'anatomia e dell'illuminazione".

Premi:

1994 : “Alph'Art du meilleur album français” al Festival d'Angoulême; “Prix Spécial du jury” al Festival di Sierre e “Grand Prix del Festival di Charleroi per Le Cahier bleu;
1996 : “Grand prix” della città d'Angoulême;
2000 : “Prix Haxtur” per Blake et Mortimer: La Macchinazione Voronov;
2006 : “Prix spécial du jury des prix Max et Moritz” per 36 Vues de la tour Eiffel.